Cominciamo a parlare della dieta mediterranea

(A cura della Dott.ssa Chiara Perrone, Dietista)

La parola “dieta” deriva dal greco “daita” e significa “STILE DI VITA”: non va intesa nel senso restrittivo e negativo ormai troppo comunemente attribuitole, ma come un costume che accompagna l’uomo per tutta la sua vita e che, se equilibrato e corretto, può essere fondamentale nel promuovere lo stato di buona salute.

Si può paragonare l’organismo ad una macchina il cui combustibile è rappresentato dall’energia chimica che forniscono i principi nutritivi (proteine, lipidi o grassi, carboidrati) presenti negli alimenti. Il bilancio energetico dell’organismo è dato dalle entrate (rappresentate dall’energia che viene assunta attraverso l’alimentazione) e le uscite (energia che viene “spesa” per compiere ogni attività, biologica e fisica). Il bilancio energetico rappresenta la differenza fra l’energia che “entra” e quella che “esce”: come tutti i bilanci esso può trovarsi in equilibrio (= individuo normopeso), in passivo (= individuo sottopeso), in attivo (= individuo sovrappeso). È facilmente intuibile che si deve prestare molta attenzione a mantenerlo in equilibrio, tanto in uscita quanto in entrata, altrimenti si corre il rischio di incorrere in stati di malnutrizione per eccesso o per difetto.

È dunque fondamentale alimentarsi in maniera corretta, con il duplice obiettivo di:

  • fornire all’organismo tutto ciò di cui necessita (e cioè ricoprire i fabbisogni energetici e di micronutrienti)
  • prevenire l’insorgenza di alcune patologie cronico – degenerative (alcune malattie croniche, quali aterosclerosi, ipertensione, sovrappeso ed obesità, diverticolosi e stitichezza sono divenute più frequenti proprio in corrispondenza all’adozione di nuovi modelli alimentari ricchi di calorie e soprattutto di grassi, e poveri di fibre).

In questo ci aiuta la “dieta mediterranea”.

Negli anni 50 Ancel Keys, un nutrizionista americano, si accorse che le popolazioni del bacino mediterraneo erano meno suscettibili ad alcune patologie rispetto agli statunitensi. Da questa osservazione nacque l’ipotesi che la “dieta mediterranea” fosse in grado di aumentare la longevità di chi la seguiva. Lo stesso studioso, tornato in patria, proseguì per anni tali ricerche, che culminarono nella stesura del libro “Eat well and stay well: the Mediterranean way”. In questo libro furono riportati i risultati del famoso “Seven Countries Study”, che per vent’anni monitorò dieta e condizione di salute di 12.000 persone di età compresa tra i 40 ed i 60 anni, residenti in diversi Paesi come Giappone, USA, Olanda, Jugoslavia, Finlandia e Italia. L’ipotesi iniziale di Keys era, a quel punto, confermata e la dieta mediterranea fu proposta al mondo intero come il comportamento alimentare ideale per ridurre l’incidenza delle cosiddette “malattie del benessere” e rendere il proprio corpo sano e attivo.

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